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POSTFAZIONE
Quando la nostra insegnante di italiano, alcuni mesi or
sono, ci propose di leggere il libro di Emilio Arduino
“Brigata Perlasca” e di trascriverlo sotto forma di
libro informatico, rimanemmo inizialmente un po’
perplessi. Ci bastò però leggere le prime pagine del
testo in questione per capire che valeva davvero la pena
accogliere questa proposta, perché l’autore, narrando
vicende e trattando temi propri della vita partigiana in
uno stile sobrio e antiretorico, sapeva arrivare
direttamente nell’intimo del lettore, quasi a voler
scalfire quell’indifferenza a cui spesso oggi si è
tentati di abbandonarsi e che non è ammissibile per chi
ha visto la morte, le sofferenze, la crudeltà di uomini
su altri uomini.
Questo libro è coinvolgente anche perché parla della
nostra terra, delle sue magnifiche montagne, quali la
splendida Corna Blacca, che, con i suoi anfratti, è
stata testimone del sorgere del movimento per la libertà
e degli spostamenti notturni dei partigiani, parla della
nostra gente e del suo carattere schivo e riservato, ma
contraddistinto anche da coraggio, tenacia e generosità;
soprattutto questo testo parla di giovani più o meno
della nostra età, divenuti anzitempo adulti a causa
degli eventi bellici, tuttavia rimasti ragazzi nel
cuore, del tutto simili a noi nell’amare lo svago, le
ragazze, l’incontro con gli amici, gli affetti.
Entusiasmo, determinazione, coraggio, ma anche
romanticismo e persino ingenuità giovanili
caratterizzano le loro storie.
Nel libro sono presenti riferimenti alle azioni di molti
partigiani, alcuni dei quali ancora viventi, che abbiamo
avuto il piacere di conoscere e di intervistare, come
nel caso dell’ex comandante del distaccamento “Fiamme
Verdi”, nella zona di Pertica Bassa, Carlo Mombelli
(Renato), del comandante della brigata Perlasca Ennio
Doregatti (Toni) e del Dottor Passega, compagno di lotta
del professor Arduino. Ascoltare, quando è ancora
possibile, la diretta testimonianza degli ex partigiani
è per noi giovani una grande opportunità, che
contribuisce a non lasciare andare disperso il senso
profondo della loro azione.
Leggendo e trascrivendo “Brigata Perlasca” abbiamo
capito che la Resistenza fu un grande incontro di
italiani nel sacrificio e nella lotta: incontro
soprattutto di classi sociali, dal momento che nelle
formazioni partigiane combattevano fianco a fianco
l’operaio, il professionista, lo studente, la donna, il
contadino, tutti animati da un grande desiderio di pace,
di una vita più garantita, più giusta, imparando a
conoscersi in modo nuovo nella democrazia dei rapporti.
Resistere al fascismo e al nazismo per i “ribelli” fu
una necessità, una rivolta dell’intelligenza e della
dignità umana contro la brutalità della dittatura; fu
una scelta di libertà di singoli uomini a tu per tu con
il pericolo, con la morte, per un cambiamento reale e
per consentire alle generazioni future di godere della
giustizia e della pace. Oggi siamo abituati a vivere
nella libertà e siamo così portati a credere che tutto
sia ovvio; molti ragazzi si lasciano anzi attrarre dalla
noia causata dalla crisi dei valori e si scordano che,
non molti anni fa, altri giovani hanno pagato con la
vita la ricerca delle regole democratiche. Da qui
l’importanza di leggere e divulgare libri come questo di
Arduino, che ci aiutano a conoscere a fondo il nostro
passato, perché un Paese senza memoria è destinato a
ripetere gli errori e gli orrori di chi ci ha preceduti.
Tramandiamo allora questo libro informatico, che unisce
il passato al presente, alle future generazioni di
studenti con la speranza che, come noi, anch’essi
facciano proprio il messaggio morale da esso trasmesso e
si impegnino a rispettare e a difendere sempre e ovunque
tutti quei valori di tolleranza, di libertà e di pace
che rendono grandi i popoli.
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